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  • Sabina Moscatelli

Dalla parte dei genitori

Non è semplice essere genitori, mai. E lo è ancora meno in un'epoca in cui le relazioni si sgretolano sotto il segno del virtuale. La realtà non è mai stata così a portata di mano e così lontana al tempo stesso. I ragazzi hanno un mondo di conoscenze e opportunità da sfogliare ogni giorno, che rischia però di fagocitarli, facendo perdere di vista l'oggi, il qui, la bellezza di cui devono nutrire le loro esistenze giovani.


Non si torna indietro: inutile rimpiangere i bei tempi andati, le nostre estati lunghissime, all'aria aperta, condivise con gli amici, quando l'unico svago moderno era qualche serie TV in orario tardo-pomeridiano. Siamo nel 2020: stiamo facendo i conti con una scuola che per mesi si è svolta dietro uno schermo, con dispositivi sempre più potenti, con tecnologie pervasive. Sono questi i fattori di cui dobbiamo tenere conto, la cui ingombrante presenza dev'essere in qualche modo gestita.


Il dialogo, per quanto faticoso, talora frustrante, resta a parer mio l'unica strada percorribile, anche quando si parla di social e di internet. Se la tecnologia li appassiona, incontriamoli su questo terreno. Proviamo ad avvicinarci al loro mondo. Non mitizziamo gli strumenti (se non studia le/gli tolgo il telefono, mi dicono i genitori ai colloqui. E forse l'ho detto pure io ai miei figli), non attribuiamo loro un'importanza che non hanno. E cerchiamo, per quanto possibile, di essere noi stessi dei modelli.


Più facile a dirsi che a farsi, lo so. Ecco allora qualche spunto da condividere, che potremmo ampliare all'infinito, va da sé, poiché infinite sono le sfaccettature del mestiere di educare i nostri figli.




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